GIOCO E SPORT



“Il gioco contribuisce certamente allo sviluppo affettivo ed emotivo del bambino in quanto "è la strada maestra per arrivare al mondo interiore del bambino" (Bettelheim 87). Sentire il proprio corpo che è attivo, ascoltarlo, agire sul proprio corpo, sono gli elementi portanti dell’evoluzione del bambino attivati dal gioco corporeo, dal dialogo tonico. In tal senso si sviluppano le prime emozioni, la curiosità lo guida alla scoperta attraverso il gioco e lo stesso gioco gli permette di interpretare le emozioni che ne derivano. Tali forme di gioco che iniziano fin dai primi mesi si sviluppano poi nel gioco del nascondino, della mosca cieca…Come educatori, potremmo proporre all’età di 5-6 anni (età che ci interessa maggiormente in questa sede per la delicatezza del passaggio da gioco a sport) giochi basati sulla temporanea soppressione dei canali sensopercettivi quali la vista o l’udito e, in un gioco personale, lasciar scoprire a ciascun bambino il piacere di queste funzioni.
Il gioco contribuisce fortemente anche allo sviluppo cognitivo.
Gli schemi motori di base sono 8:
  1. ·         Rotolarsi,
  2. ·         Accovacciarsi,
  3. ·          Tirare,
  4. ·         Spingere,
  5. ·         Allungarsi in affondo,
  6. ·         Piegarsi,
  7. ·         Girarsi,
  8. ·         Spostarsi.


Ogni movimento è “core-dipendente” (facendo riferimento alla regione anatomica di pelvi- addome – spalle) e quindi ha un alta correlazione con il corretto funzionamento del nucleo stabilizzatore centrale.Le connessioni tra schemi motori di base singoli generano schemi di movimento la cui peculiarità risiede nello sviluppo tridimensionale, e la cui finalizzazione ci porta al raggiungimento della funzione che è propria del movimento. 
Quindi la connessione tra più movimenti fondamentali genera movimenti finali complessi.

Un po’ di anatomia: Il Ginocchio

L’articolazione dell’ anca scarica sul femore il peso del corpo che, attraverso l’articolazione del ginocchio, viene trasferito alla tibia. La spalla è molto mobile, l’anca e’ molto stabile e il ginocchio invece? Analizziamo brevemente e proviamo a spiegare la funzionalità della sua struttura.

Dal punto di vista strutturale, il ginocchio riunisce tre articolazioni separate: due tra il femore e la tibia e una tra la rotula e il femore. Quest’ articolazione è molto più complessa di quella del gomito e anche della caviglia. I movimenti permessi sono: la flessione, l’estensione e una limitata rotazione.

La capsula articolare del ginocchio è sottile e in alcune zone incompleta, ma viene rinforzata da vari legamenti e tendini dei muscoli associati. Un paio di cuscinetti fibrocartilaginei, i menisci si trovano tra le superfici del femore e della tibia. I MENISCHI agiscono da ammortizzatori adattano la forma delle superfici articolari quando il femore cambia di posizione e forniscono stabilità laterale all’articolazione.
La rotula è inserita nel robusto tendine dei muscoli responsabili dell’ estensione del ginocchio, il legamento patellare, si inserisce sulla superficie anteriore della tibia.
All'interno della capsula troviamo i LEGAMENTI CROCIATI ANTERIORE E POSTERIORE che fanno riferimento alla lora sede di inserzione. Essi si incrociano mentre procedono verso i loro punti di inserzione sul femore. I LEGAMENTI CROCIATI limitano i movimenti di anteroposizione del femore e mantengono l’allinemanto rispetto alla tibia.

I LEGAMENTI COLLATERALI SONO 2 - tibiale che rinforza la superficie mediale dell’articolazione del ginocchio e fibulare che rinforza la superficie laterale.
Il ginocchio e’ un articolazione molto complessa ed e’ sottoposta a forti stress nel corso della sua normale attività. Le dolorose lesioni del ginocchio e i successivi trattamenti sono ormai note nel prossimo articolo andremo ad analizzare le tecniche di RIATLETIZZAZIONE.

Dott. Marco Galluccio chinesiologo- specialista nel movimento