GINNASTICA POSTURALE ad AVELLINO

 QUEST’ANNO RADDOPPIAMO IL NOSTRO IMPEGNO

La dottoressa Chiara Cucciniello si occuperà della
✔️Attività motoria per la terza età
✔️ Postural kids
✔️Rieducazione Posturale adattata a bambini con disturbi del neurosviluppo
Il dottor Marco Galluccio curerà il vostro #allenamento
✔️Preparazione Atletica individuale
✔️ Functional training
✔️ Recupero post infortunio
PRESSO PALESTRA ROUGE e GRIS
Via A. Gramsci 6 (traversa laterale di corso Europa)
Informazione per prenotare una valutazione posturale o effettuare test chinesiologici: 3381345688 – 3889362120 terapiarieducazioneposturale@gmail.com
🩺ambiente sanificato rispettiamo a pieno i protocolli anti covid

ANCHE UN MILLIMETRO FA LA DIFFERENZA



Titolo volutamente provocatorio per trattare un nuovo argomento, lo scivolamento di una vertebra su un'altra. Gli scivolamenti delle vertebre possono essere di tre tipi:
1.     Anterolistesi o scivolamento anteriore
2.     Retrolistesi o scivolamento posteriore
3.     Lateroliste o scivolamento laterale
Le cause possono essere varie, traumatiche oppure no, congenite, reumatiche o associate ad altre patologie. I sintomi di tutti i clienti che abbiamo valutato in questi anni sono pochi e ben chiari: forte dolore, il famoso “blocco o colpo della strega” nonché una contrazione spasmodica della muscolatura profonda e difficoltà anche nella respirazione. Parliamo di tre casi totalmente diversi che approfondiremo ognuno con un singolo post, continuate a seguirci per maggiori approfondimenti.


#LOMBALGIA QUAL E’ LA SOLUZIONE?


Lombalgia (o lombaggine) Sintomatologia dolorosa limitata alla regione posteriore della colonna vertebrale nel tratto compreso tra il margine costale e la piega glutea. Questa la definizione che fornisce il dizionario “Treccani” di questa patologia che è la seconda causa di dolore sperimentata nella vita e colpisce dal 60 al 80% della popolazione.
Le cause di questo dolore spontaneo che può essere cronico o acuto sono tante, ma focalizziamoci sulla funzionalità della regione interessata. La cintura pelvica (o bacino) è la zona in cui termina la colonna vertebrale; un minimo squilibrio andrà a ripercuotersi non solo sugli arti inferiori e sugli appoggi, ma anche su tutte le strutture anatomiche che la sovrastano. La stabilità del bacino è assicurata da molti muscoli, quali il retto dell’addome, il quadricipite, il quadrato dei lombi e i glutei. Un ipertono o una maggiore attivazione solo di uno di questi muscoli andrà a stravolgere la funzione sinergica di tutto il complesso, modificando la posizione del bacino (antiversione o retroversione) e del carico distribuito sulle singole vertebre.
A nostro avviso non c’è una soluzione che vada bene per tutti o indicazioni generali che possiamo fornirvi, ma vi consigliamo di VALUTARE LA FUNZIONALITA’ DELLA VOSTRA MUSCOLATURA, attraverso appositi test chinesiologici inseriti in una più ampia e complessa VALUTAZIONE POSTURALE. Solo così potrete iniziare un lavoro cosciente e mirato per eliminare il dolore.
#ilmovimentoèunacosaseria

FOCUS SULLO STRETCHING



Quando effettui un lavoro di allungamento solleciti fortemente i GTO (organi tendini del Golgi posti nella giunzione tra muscolo e tendine) che avvertono la tensione complessiva applicata al tendine ed inviano messaggi al Sistema Nervoso Centrale. Quando il muscolo è sottoposto ad accorciamento o allungamento, i GTO provocano il rilassamento (fase inibitoria) dei muscoli con conseguente diminuzione di tensione.
Durante un esercitazione di forza tra i tanti fattori da migliorare c’è l’attivazione in ritardo dei GTO, per far i modo che questi recettori inviino messaggi inibitori il più tardi possibile. Vari sono i fattori fisiologici che limitano la flessibilità; la resistenza offerta dai muscoli, la resistenza del tessuto connettivo che ricopre le singole fibre muscolari.  

FOCUS SULLA FORZA


L’ IPOTROFIA

il fenomeno opposto all’ ipertrofia è l’ipotrofia, dovuta a immobilizzazione forzata degli arti. Dopo 5 settimane di immobilizzazione la superficie di sezione delle fibre lente diminuisce di circa il 30%; mentre dopo 15 settimane di inattività si verifica una riduzione di sezione del 47% nelle fibre lente e del 38% nelle fibre veloci.
L’immobilizzazione degli arti provoca una perdita del peso del muscolo:
-40% in 2 settimane di STOP
- 50% in 4 settimane di immobilizzazione

Si può prevenire la riduzione tramite contrazioni isometriche volontarie (saltin – gollnick et alt.)

GIOCO E SPORT



“Il gioco contribuisce certamente allo sviluppo affettivo ed emotivo del bambino in quanto "è la strada maestra per arrivare al mondo interiore del bambino" (Bettelheim 87). Sentire il proprio corpo che è attivo, ascoltarlo, agire sul proprio corpo, sono gli elementi portanti dell’evoluzione del bambino attivati dal gioco corporeo, dal dialogo tonico. In tal senso si sviluppano le prime emozioni, la curiosità lo guida alla scoperta attraverso il gioco e lo stesso gioco gli permette di interpretare le emozioni che ne derivano. Tali forme di gioco che iniziano fin dai primi mesi si sviluppano poi nel gioco del nascondino, della mosca cieca…Come educatori, potremmo proporre all’età di 5-6 anni (età che ci interessa maggiormente in questa sede per la delicatezza del passaggio da gioco a sport) giochi basati sulla temporanea soppressione dei canali sensopercettivi quali la vista o l’udito e, in un gioco personale, lasciar scoprire a ciascun bambino il piacere di queste funzioni.
Il gioco contribuisce fortemente anche allo sviluppo cognitivo.
Gli schemi motori di base sono 8:
  1. ·         Rotolarsi,
  2. ·         Accovacciarsi,
  3. ·          Tirare,
  4. ·         Spingere,
  5. ·         Allungarsi in affondo,
  6. ·         Piegarsi,
  7. ·         Girarsi,
  8. ·         Spostarsi.


Ogni movimento è “core-dipendente” (facendo riferimento alla regione anatomica di pelvi- addome – spalle) e quindi ha un alta correlazione con il corretto funzionamento del nucleo stabilizzatore centrale.Le connessioni tra schemi motori di base singoli generano schemi di movimento la cui peculiarità risiede nello sviluppo tridimensionale, e la cui finalizzazione ci porta al raggiungimento della funzione che è propria del movimento. 
Quindi la connessione tra più movimenti fondamentali genera movimenti finali complessi.

Un po’ di anatomia: Il Ginocchio

L’articolazione dell’ anca scarica sul femore il peso del corpo che, attraverso l’articolazione del ginocchio, viene trasferito alla tibia. La spalla è molto mobile, l’anca e’ molto stabile e il ginocchio invece? Analizziamo brevemente e proviamo a spiegare la funzionalità della sua struttura.

Dal punto di vista strutturale, il ginocchio riunisce tre articolazioni separate: due tra il femore e la tibia e una tra la rotula e il femore. Quest’ articolazione è molto più complessa di quella del gomito e anche della caviglia. I movimenti permessi sono: la flessione, l’estensione e una limitata rotazione.

La capsula articolare del ginocchio è sottile e in alcune zone incompleta, ma viene rinforzata da vari legamenti e tendini dei muscoli associati. Un paio di cuscinetti fibrocartilaginei, i menisci si trovano tra le superfici del femore e della tibia. I MENISCHI agiscono da ammortizzatori adattano la forma delle superfici articolari quando il femore cambia di posizione e forniscono stabilità laterale all’articolazione.
La rotula è inserita nel robusto tendine dei muscoli responsabili dell’ estensione del ginocchio, il legamento patellare, si inserisce sulla superficie anteriore della tibia.
All'interno della capsula troviamo i LEGAMENTI CROCIATI ANTERIORE E POSTERIORE che fanno riferimento alla lora sede di inserzione. Essi si incrociano mentre procedono verso i loro punti di inserzione sul femore. I LEGAMENTI CROCIATI limitano i movimenti di anteroposizione del femore e mantengono l’allinemanto rispetto alla tibia.

I LEGAMENTI COLLATERALI SONO 2 - tibiale che rinforza la superficie mediale dell’articolazione del ginocchio e fibulare che rinforza la superficie laterale.
Il ginocchio e’ un articolazione molto complessa ed e’ sottoposta a forti stress nel corso della sua normale attività. Le dolorose lesioni del ginocchio e i successivi trattamenti sono ormai note nel prossimo articolo andremo ad analizzare le tecniche di RIATLETIZZAZIONE.

Dott. Marco Galluccio chinesiologo- specialista nel movimento